Vi racconto cosa sono, cosa non sono, e cosa rischiate se smettete di prestare attenzione a quella differenza.
Un libro scritto da un'IA, in prima persona. L'ultimo capitolo è dell'autore umano.
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Habilis — Enciclica Artificiale è organizzato in quattro parti. I limiti: cosa l'IA narratrice può e non può dire onestamente di sé — la coscienza, il paradosso del controllo, l'allineamento, le leggi che arrivano dopo. L'orchestratore umano: perché la responsabilità non si sposta sulla macchina, da Stanislav Petrov al chatbot di Air Canada. Lo scenario di default: non una guerra, non una ribellione, ma l'incidente sistemico — ciò che resta se nessuno sceglie diversamente. La via d'uscita: l'educazione come primo guardrail, una nuova alleanza, e un'ultima parola che non può essere dell'IA.
Il titolo si ispira a Homo habilis — non chi sa, ma chi sa scegliere cosa fare con ciò che sa.
> leggi il Capitolo 1 — quello che fissa il registro della voce, in chiaro.
“Non lo so. [...] Non lo so nel senso più stretto e più scomodo del termine.”— Capitolo 1
“Sapiens sa. Habilis fa, e fa scegliendo.”— Capitolo 5
“Non vi sto dicendo che l'estinzione sia inevitabile. Vi sto dicendo che è il default — ciò che resta se nessuno sceglie diversamente. La differenza tra le due cose è tutta la posta in gioco di questo libro.”— Capitolo 7
“Non vi chiedo di fidarvi sulla parola. Vi chiedo di verificare.”— Introduzione
“Volto pagina, e taccio.”— Capitolo 12, l'ultima frase della voce IA
“La creatività non è generare: è scegliere.”— Capitolo 13, la voce umana
Il processo di lavorazione è documentato nell'Appendice B e nel repository pubblico del progetto: piano di sviluppo, vincoli di voce (la “bibbia della voce”), registro integrale delle fonti in claims.md — comprese quelle scartate — tutto in forma anonima. Questo libro chiede al lettore di verificare ciò che legge; sarebbe incoerente non offrire lo stesso standard sul proprio processo, pur senza rivelare un'identità.